Il biodigestore di Borgo San Dalmazzo entrerà in funzione a maggio
23 March 2026
Cuneo
Il biodigestore di Borgo San Dalmazzo entrerà in funzione nel mese di maggio. I lavori presso la sede dell'Acsr a Borgo San Dalmazzo, da parte delle ditta Entsorga Italia Spa, sono praticamente conclusi e ad aprile è prevista la fase di avviamento di un impianto che rappresenta uno degli interventi più rilevanti a livello provinciale nella gestione dei rifiuti.
A comunicarlo è il presidente di Acsr, Giancarlo Isaia: “I lavori di riqualificazione tecnologica dell'impianto di compostaggio esistente procedono spediti. La parte strutturale è stata completata e stiamo terminando la fase di cablaggio delle apparecchiature. Rispettiamo l'obiettivo che ci eravamo dati: avviare la produzione di biometano in primavera, per dare al territorio un'infrastruttura moderna e sostenibile”.
I numeri
L'impianto è costato circa 16 milioni di euro, di cui 12,8 di fondi Pnrr. A regime il biodigestore sarà in grado di trattare ogni anno 35.000 tonnellate di frazione organica che arriverà all'impianto dalla raccolta differenziata dei 54 Comuni soci (un bacino di oltre 160.000 abitanti) e anche della provincia. La produzione prevista è di 3,6 milioni di metri cubi di biometano all'anno, sufficienti a coprire il fabbisogno energetico di circa 4.000 famiglie, 11.000 tonnellate di compost di qualità utilizzabile in agricoltura biologica e nel verde pubblico, oltre 30.000 MWh di energia rinnovabile prodotta annualmente.Il funzionamento
Il nuovo biodigestore introduce un processo innovativo nella filiera di recupero già presente: la frazione organica, prima della fase di compostaggio tradizionale, viene trattata in assenza di ossigeno (digestione anaerobica) all'interno di grandi vasche chiuse. In questo ambiente, i microrganismi "buoni” trasformano il rifiuto in biogas, che viene successivamente raffinato in biometano e immesso nella rete di distribuzione nazionale. La parte solida del processo viene tratta nell'impianto esistente e trasformata in compost, un fertilizzante naturale che torna all'agricoltura per rigenerare i terreni. "Il rifiuto organico già oggi recuperato come fertilizzante - prosegue Isaia - diventa anche una risorsa energetica: da una parte energia pulita per le nostre case, dall'altra un fertilizzante di qualità per l'agricoltura. È il cuore dell'economia circolare, un modello in cui nulla si perde ma tutto si trasforma”. Oltre ai benefici ambientali (riduzione delle emissioni di Co2 e produzione di energia rinnovabile), sottolinea Isaia, “l'impianto porterà benefici anche in termini di mitigazione degli impatti. La digestione anaerobica, avvenendo in ambiente completamente chiuso, riduce significativamente le emissioni di odori, con un miglioramento percepibile per i residenti nell'area. Sul fronte della mobilità, l'incremento del traffico pesante legato ai conferimenti è stimato, a regime, in 4 mezzi al giorno, con un impatto complessivamente contenuto sulla viabilità locale”.