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16 aprile 2026 | Aggiornato alle 22:25

Letture, Rubriche

La Langa e la montagna, un dialogo a distanza

18 March 2026

Cuneo

L’ultimo numero del Presente e la storia, rivista dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea, mette insieme Langa e montagna, sviluppo economico e tradizioni secolari, traiettorie verso il futuro e consolidate acquisizioni che sembrano fermarsi al passato. A fronte di qualche riserva espressa sul posto di simili argomenti in questa pubblicazione, Alessandra Demichelis tiene a precisare la necessità di un approfondimento culturale che tenga conto del passato e le sue tradizioni per dialogare col presente. Data questa premessa, i primi due interventi sembrano instaurare un dialogo a distanza. Una distanza geografica, ma anzitutto culturale. L’ampia disamina offerta da Edoardo Taricco sullo sviluppo socio-economico del comprensorio Alba-Langhe-Roero apre verso il presente e ne evidenzia le basi, mentre il convegno sul mondo magico della montagna riflette su un aspetto del patrimonio di nozioni che viene dal passato costituendo una ricchezza culturale di quel territorio. Se nel primo Novecento la Langa fa parte della “periferia” dello Stato e si appoggia sugli interventi governativi di sostegno economico, già nel secondo dopoguerra, scrive Taricco, anticipa lo sviluppo italiano. Ferrero e Miroglio sono le industrie che rappresentano tale rinascita segnata da un “capitalismo familiare”. Poi il “momento del vino” mette a frutto competenze individuali che vengono dal passato per fondare un’attività economica altamente specializzata. Questa situazione si intreccia infine negli ultimi decenni con la “riscoperta del locale” che nello specifico significa turismo, enogastronomico in particolare, e rivalutazione di prodotti del territorio con importanti ricadute economiche. Spostando l’attenzione sulla cultura popolare delle montagne si ravvisano aspetti che, seppur non tematizzati espressamente nei vari interventi, lasciano intendere aspetti comuni. Il convegno di Chiappera del 2024, di cui vengono pubblicati gli atti, verteva sul “mondo magico” che informava di sé la vita degli abitanti delle vallate. Diffuso ovunque, si fa notare come questo aspetto trovi la sua ragion d’essere in un mondo che per più motivi mette in discussione la sopravvivenza. La categoria filosofica dell’essere nel mondo sintetizza la percezione della relazione con l’ambiente. Epidemie, calamità atmosferiche, difficoltà di approvvigionamento fanno sentire la fragilità della vita e il bisogno di appellarsi a qualche “forza” che possa fare da mediatrice, se non da salvatrice. Il mondo magico prospera su questo terreno atteggiandosi come risposta, prima ancora che come strumento per controllare gli eventi. Né va sottovalutata la sfumatura “politica” che assume nel periodo moderno. La magia è anche segno di un “insuccesso degli sforzi civili e politici che avrebbero dovuto erodere le incertezze radicali”. Con queste premesse gli interventi si concentrano, anche con originalità, sulle figure di questo mondo magico. La masca “dà senso al disagio” ed è risposta a eventi inattesi “che la sola ragione non sapeva spiegare e soprattutto doveva attribuire a qualcuno”. Concetti confermati dalle lapidarie parole di Franco Baudino “quando si ha la pancia vuota, si vedono le masche”. Il presente e la storia n. 107 di autori vari Editrice Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea euro 20